Il Marmore
Il torrente della Valtournenche, dai piedi del Cervino a Châtillon

Il Marmore scende dall’alta Valtournenche, ai piedi del Cervino. Attraversa tutta la valle da nord a sud, poi si getta nella Dora Baltea a Châtillon. Lungo il percorso passa dall’alta montagna ai prati e alle vigne del fondovalle principale.

Un nome che viene dal marmo?
«Marmore» significa «marmo» in italiano antico. Spesso si spiega questo nome con le rocce chiare che il torrente attraversa e leviga. Dove l’acqua scorre su queste pietre, la luce crea riflessi sulle pareti. La spiegazione è diffusa, ma nulla permette di affermarla con certezza.
L’acqua al servizio dei villaggi
Da secoli gli abitanti della Valtournenche usano l’acqua del Marmore:
- per l’irrigazione, grazie a una rete di canali che portano l’acqua fino ai prati e ai campi;
- per far girare i mulini e le piccole botteghe artigiane;
- per l’acqua delle case, attinta dai villaggi sorti lungo il torrente.
Nel Novecento i mulini hanno lasciato il posto alle centrali idroelettriche. Diverse di esse funzionano ancora con l’acqua del Marmore.
Gole, boschi e alpeggi
Lungo il torrente si susseguono boschi di larici, alpeggi, gole strette e cascate. Vicino a Valtournenche il Marmore ha scavato il Gouffre des Busserailles, una gola profonda e molto stretta che si può visitare. Più in alto, d’estate, gli alpeggi accolgono le mandrie di mucche di razza valdostana.
Proteggere la valle
Il Marmore e i suoi dintorni restano un ambiente fragile. La Regione ha preso diverse misure per preservarli: creazione di zone protette, sistemazione e manutenzione dei sentieri, informazione dei visitatori sulla tutela dell’ambiente.
A piedi lungo il torrente
Gli escursionisti esperti troveranno lunghi itinerari verso gli alpeggi e i rifugi dell’alta valle. Chi preferisce una passeggiata può limitarsi ai sentieri che seguono il torrente tra i villaggi. Tutti passano, prima o poi, in riva all’acqua del Marmore.


