La Dora Baltea

Il fiume che attraversa tutta la regione, dal Monte Bianco fino al Po

La Dora Baltea – Il fiume che attraversa tutta la regione, dal Monte Bianco fino al Po

Tutte le acque della Valle d’Aosta finiscono nella Dora Baltea. Il fiume nasce ai piedi del massiccio del Monte Bianco, vicino a Courmayeur, dall’unione dei torrenti della Val Veny e della Val Ferret. Questi due torrenti sono alimentati dai ghiacciai del massiccio. La Dora percorre poi tutta la valle centrale, da ovest a est, quindi piega verso sud. Lascia la regione a Pont-Saint-Martin, attraversa Ivrea, in Piemonte, e si getta nel Po.

Nel tempo ha scavato gole, allargato la valle e depositato le alluvioni delle piane che attraversa. Ogni torrente laterale le porta l’acqua della sua valle: la Dora di Valgrisenche, il Buthier, il Marmore, l’Evançon, il Lys e molti altri.

Carta del corso della Dora Baltea

Pesci, pioppi e prati umidi

L’acqua della Dora resta fresca e ben ossigenata. Vi si pescano la trota fario, il barbo e il temolo. Sulle rive si alternano boschi di pioppi e prati umidi. Questi ambienti ospitano molti uccelli, piccoli mammiferi e insetti.

Una valle di passaggio

I Romani fecero passare per la valle della Dora la strada che portava ai valichi alpini e alla Gallia. Fondarono Aosta, Augusta Praetoria, nel 25 a.C. Nel Medioevo la valle rimase una grande via di scambi tra l’Italia e i paesi a nord delle Alpi. Il fiume non era navigabile, ma la strada ne seguiva il corso. Ancora oggi la strada statale, l’autostrada e la ferrovia costeggiano la Dora.

Elettricità, colture e acque bianche

La Dora e i suoi affluenti hanno una portata elevata e una forte pendenza. Alimentano molte centrali idroelettriche. L’acqua del fiume serve anche a irrigare prati, frutteti e vigne.

La Dora attira infine gli sportivi. Le sue rapide si scendono in rafting e in kayak, e i pescatori ne frequentano le rive. In diversi punti ci sono sentieri che ne seguono il corso.

Che cosa minaccia il fiume

Diversi problemi pesano sulla Dora:

  • il clima: il ritiro dei ghiacciai, le siccità e le piene violente rendono la sua portata più irregolare;
  • l’inquinamento: gli scarichi dell’industria, dell’agricoltura e delle abitazioni peggiorano la qualità dell’acqua;
  • le costruzioni: l’espansione delle città e delle zone industriali riduce gli ambienti naturali delle rive.

Per rispondere si creano zone protette, si ripristinano le sponde, si controlla la qualità dell’acqua e si informa il pubblico.

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