Il castello di Verrès
Un cubo di pietra di trenta metri di lato, posato sulla sua rupe

Sopra il borgo di Verrès, all’imbocco della Val d’Ayas, uno sperone roccioso regge un grosso blocco di pietra. Niente torri, quasi nessuna decorazione: un cubo di trenta metri di lato, con muri spessi più di due metri e mezzo. È uno dei castelli più austeri della valle.
Ibleto di Challant, 1390
Qui esisteva già un castello nel 1287. Nel 1372 i Savoia concessero la signoria a Ibleto di Challant. Fu lui a far costruire il castello attuale, terminato nel 1390, come indica un’iscrizione sopra una porta. L’idea era nuova per l’epoca: invece di diversi edifici circondati da una cinta, tutto sta in un solo blocco.
Un grande scalone di pietra
All’interno, tutto si organizza attorno a un piccolo cortile, con una cisterna per l’acqua piovana. Un ampio scalone di pietra, sorretto da archi, collega i tre piani. In basso c’erano i magazzini, l’armeria e le cucine. Il primo piano era riservato ai signori. La grande cucina conserva i suoi tre camini.
Adattato ai cannoni
Nel 1536 Renato di Challant modernizzò la fortezza perché resistesse all’artiglieria. Circondò il castello con una cinta esterna, pensata per i cannoni. Nel 1661 i Savoia tolsero le armi dal castello per mandarle al forte di Bard. Il castello fu poi abbandonato. Nel 1894 Alfredo d’Andrade lo acquistò, in rovina, per conto dello Stato e ne avviò il restauro.
Il carnevale storico
Ogni anno il carnevale di Verrès ricorda una vicenda del 1449: Caterina di Challant e suo marito avrebbero ballato in piazza con gli abitanti per guadagnarsene l’appoggio. Per qualche giorno il castello ospita pranzi e balli in costume.
Per visitarlo
Castello di Verrès
Località Château
11029 Verrès (AO)
+39 0125 929 067
Si sale a piedi dal borgo per un sentiero ripido. Visita in gruppi di 25 persone al massimo, dal martedì alla domenica (anche il lunedì a luglio e agosto). Prenotazione consigliata online (MiDA Ticket). Non accessibile in sedia a rotelle né con il passeggino.

Foto principale: Giuditta, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
Cartine: realizzazione personale di Marc Badjou.



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