Il Fromadzo
Il fratello minore della fontina, stagionato da due a quattordici mesi

Fuori dalla valle si conosce la fontina. Il fromadzo, invece, resta poco conosciuto. Eppure è l’altro formaggio valdostano tutelato da una denominazione di origine: è DOP dal 1996, come la fontina.
Due mungiture, un formaggio
Il fromadzo si fa con il latte di vacche che passano l’estate in quota, su alpeggi ricchi d’erba. Si usa il latte di due mungiture successive. Viene cagliato a una temperatura piuttosto bassa, che favorisce gli aromi.
La cagliata viene poi rotta e messa in fascere di legno, chiamate féitchies in patois. I formaggi stagionano poi in cantina, da 2 a 14 mesi.

Giovane o vecchio, due gusti diversi
La pasta è compatta, un po’ granulosa. Il gusto cambia molto con l’età. Un fromadzo giovane è dolce e fruttato. Dopo una lunga stagionatura diventa più deciso, e perfino piccante.
Tre versioni
- Il fromadzo giovane, dolce e tenero. Si mangia semplicemente con pane e un po’ di miele.
- Il fromadzo stagionato, più compatto e più saporito. Trova posto su un tagliere di formaggi o con i salumi.
- Il fromadzo alle erbe, profumato con piante come il ginepro o il cumino. Il gusto è più marcato.
Una denominazione dal 1996
La DOP garantisce l’origine del fromadzo e il rispetto del metodo tradizionale. Aiuta anche a mantenere l’allevamento di montagna, da cui dipende questo formaggio.


