Il museo a cielo aperto di Étroubles
Ventidue opere nei vicoli di un borgo medievale, sulla strada del Gran San Bernardo

A 1.270 metri di quota, sulla strada del Gran San Bernardo, il borgo medievale di Étroubles fa da galleria d’arte all’aperto. Il percorso si chiama «À Étroubles, avant toi sont passés…».
Il racconto del curatore
Alessandro Parrella è critico d’arte, curatore di mostre e presidente dell’associazione culturale Parrellarte. È lui che ha ideato il museo, poi lo ha diretto e conservato. Ecco la storia del museo, raccontata con le sue parole.
«Dunque torniamo indietro a novembre 2003 quando vengo contattato dall’allora sindaco di Etroubles Massimo Tamone su consiglio del titolare della tipografia Duc leandro Enrico per studiare un progetto di installazione di quadri nel borgo per incentivare l’afflusso turistico in previsione della variante stradale in fieri che avrebbe tagliato fuori i comuni di Etroubles e Saint-Oyen.»
«Subito colgo la palla al balzo proponendo un vero museo en plein air con sculture e opere di grandi artisti.»
«” Non abbiamo i soldi per questo” fu la lapidaria risposta del sindaco. Bene io chiesi di partire subito a mie spese, senza aspettare di vincere il bando, cosa che avvenne l’anno successivo, per non ritrovarci indietro con i tempi.»
«Subito contattai a Parigi i più grandi artisti con i quali ero in contatto e parimenti feci in Italia.»
«Il progetto consisteva nel piazzare opere di 4 artisti francesi, 4 italiani, 4 valdostani e 4 elvetici.»
«Bene subito contattai Parigi chiamando Albert Féraud, considerato insieme a César , suo compagno di accademia negli anni 40 a Parigi, il più importante scultore francese del novecento. Mi recai a Parigi presentandogli il progetto. Lui mi rispose lapidario, di non fare più niente data l’età, neanche in Francia che però io potevo scegliere una sua opera a mio piacimento e di farlo in fretta perchè lui non era eterno.»
«Cosa che fece arrabbiare molto i cugini transalpini un pò gelosi.»
«Insieme a Féraud contattai un altro caro amico, Guido Magnone. Lo stesso compagno di accademia come i precedenti era nel tempo diventato un pioniere dell’alpinismo iniziando la conquista degli ottomila in epoca eroica ( era del 1917 ) per poi tornare a settant’anni alla scultura.»
«Lui in Valle d’aosta nel 1953 conquistò la facciata ovest dei Dru sul bianco, bene, questa ascensione è considerata l’inizio dell’alpinismo moderno. Poi chiesi a Fabrice Verzotti, figlio del pittore francese Norbert Verzotti, alto compagno di Accademia deceduto due anni prima, di offrire un’opera per legare insieme in un museo tre amici di una vita e tre storie incredibili.»
«Quindi da curatore diventai anche sponsor dell’iniziativa. Poi contattai Evelyne Otis Bacchi, sempre a Parigi, che era nipote dell’inventore degli ascensori ( Otis ) e figlia di quel Cesare Bacchi famoso pittore italiano del primo 900. Conoscevo Eveline perchè aveva fatto un ritratto al baritono Giuseppe Valdengo morto ad Aosta nel 2007.»
«Successivamente contattai il pittore di Bernalda di Metaponto ( il paese di Francis Ford Coppola ) che si era già distinto nelle realizzazioni di percorsi d’arte. Bene mi recai nel Salento da lui e fu il primo artista a consegnarci l’opera. Successivamente andai da Andrea Granchi a Firenze.»
«Granchi, titolare della cattedra di pittura all’Accademia delle belle arti di Firenze, è stato uno dei più importanti pittori contemporanei che a seguito di un mio invito in Valle realizzava un affresco tridimensionale attualmente in restauro. Lo studio Granchi di Firenze aveva realizzato il restauro del crocifisso di Cimabue, opera del 1280 gravemente danneggiata nell’alluvione del 1966 a Firenze.»
«Successivamente grazie ai contatti di Elisabetta Pozzetti che era la critica d’arte che seguiva il progetto ( io allora ero solo esperto e curatore iniziando successivamente a siglare critiche di mostre grazie a Leonard Gianadda con la mostra di Auguste Rodin e Camille Claudel ad Etroubles Création et Matière da me curata ) contattammo Sergio Zanni ed Alberto Gambale a Ferrara.»
«Zanni realizzò una terra cotta, visto il budget limitato, ma successivamente contattammo la Galleria d’Arte Forni a Bologna che realizzò 9 originali più tre prove d’artista donandocene una. Bene avevamo un’altro Bronzo, Mentre Gambale alunno di Zanni alla scuola d’arte realizzava un opera in acciaio.»
«Per Finire, Grazie a Michel Martinet allora segretario generale del Savt, mentre io per un trentennio sono stato segretario dello spettacolo contattammo a Milano Carlo Brenna. Lo stesso si era distinto in opere murarie all’aperto e accettò di buon grado di partecipare al progetto.»
«Tra l’altro lo scorso anno è tornato ad esporre novantenne ad Etroubles e lo abbiamo dichiarato Cavaliere del Museo di Etroubles cosa che faremo con tutti gli artisti presenti al Museo se torneranno a Etroubles.»
«Per la Valle d’Aosta contattai il grafico di fama e stimato pittore Franco Balan, la pittrice e artista Chicco Margaroli e Giulio Schiavon. Amici da sempre hanno partecipato con orgoglio al progetto con opere di rilevante importanza, mentre Siro Vierin è stato l’unico artista proposto dall’amministrazione come artista del luogo.»
«Per finire andammo da Léonard Gianadda per la sezione elvetica che inizialmente fu scettico ma quando capì la grandezza del mio progetto e soprattutto la veridicità degli artisti che proponevo ci aiutò in maniera importante. Mi ricordo quando mi disse che mentivo a portare Albert Féraud che lui conosceva in quando compagni di Accademia, sapendo che lui si era ritirato.»
«A seguito di un incontro con il direttore del Museo di Picasso capì la veridicità del mio progetto e decise di aiutarci curando, come scritto nel catalogo ufficiale, la sezione elvetica. Con artisti come Michel Favre, Yves Dana e Hans Erni allora novantaseienne che realizzò per noi un disegno di un Pegaso che venne poi realizzato in pietra lavica da Hans Spinner, il ceramista della famiglia Matisse.»
«Solo per dire Erni negli anni trenta aveva creato a Parigi il gruppo astrazione e creazione insieme ad artisti come Kandinskij, Braque e Brancusi. Mi disse di inserirlo esclusivamente nel progetto come curatore della sezione elvetica e poi continuò in maniera profetica : “ Ricordati Alessandro che gli insuccessi sono orfani, mentre i successi hanno tanti padri “.»
«Nel gruppo che ha realizzato materialmente il museo compaiono oltre alla già citata Elisabetta Pozzetti, la dottoressa Paola Ugliano che ha curato l’ufficio stampa e la diffusione e lo studio grafico Seghesio Grivon che curava gli aspetti formali ed il catalogo.»
«La mia passat turbodiesel, nuova all’inizio del progetto vantava già 350.000 km nel 2005.»
— Alessandro Parrella, ottobre 2026
Il museo è stato inaugurato nel 2005. Conta 22 opere e già il primo anno lo hanno scoperto più di 10.000 visitatori in cinque mesi. Dal 2007 mostre estive completano il percorso.
Un borgo da vedere
Étroubles è tra i borghi più belli d’Italia. Il percorso si fa a piedi, nei vicoli, lasciandosi guidare dalle opere o dall’audioguida.
Nella chiesa del paese, non perdete anche il Museo del Tesoro della parrocchia e i suoi calici del Quattrocento.
Indirizzo : mairie d’Étroubles (point de contact), Rue de la Tour 1, 11014 Étroubles (AO)
Telefono : +39 0165 789101
E-mail : info@comune.etroubles.ao.it
Sito ufficiale : www.comune.etroubles.ao.it
Orari di apertura : percorso all’aperto nelle vie del paese, accessibile tutto l’anno (secondo una guida turistica). Visite guidate: associazione ArtEtroubles.
Tariffe : nessun biglietto d’ingresso è indicato per le opere all’aperto. Audioguida: 2 € secondo una guida turistica, da confermare.
Da verificare prima della visita: orari e tariffe possono cambiare da una stagione all’altra.

Foto: ArtEtroubles.
Cartine: realizzazione personale di Marc Badjou.



















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