La Torre del Lebbroso
La torre dove un malato visse trent'anni in disparte e che ispirò Xavier de Maistre

In un angolo delle mura romane di Aosta, una torre porta un nome che incuriosisce: la Torre del Lebbroso. Dietro questo nome c’è una storia vera e un piccolo libro che ha fatto il giro dell’Europa.
La torre dei Friour
La torre è costruita nel Medioevo su una precedente torre delle mura romane. È abitata inizialmente dalla nobile famiglia dei Friour, nota dal 1191. Si chiama allora torre Friour. Passa poi alla famiglia di Pléoz. Nel Quattrocento viene aggiunta una torre quadrata. Vi si entrava da una scala esterna coperta, collegata a una scala a chiocciola che serve i piani. Alcune finestre romane sono ancora visibili, quasi tutte murate.
Trent’anni di isolamento
Abbandonata, la torre passa nel 1773 all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. L’Ordine vi rinchiude un malato di lebbra venuto da Oneglia, in Liguria: Pierre-Bernard Guasco. Vive lì, lontano dalla città per evitare il contagio, fino al 1803. Da lui deriva il nome della torre.
Il romanzo di Xavier de Maistre
Lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre conobbe Guasco ad Aosta. Nel 1811 pubblica Le Lépreux de la cité d’Aoste (Il lebbroso della città di Aosta). Il racconto narra l’incontro tra un militare di passaggio e un malato solo nel suo giardino. Parla di solitudine e di sofferenza, con grande pudore. Il libro ha reso famosa la torre.
Restaurata da d’Andrade
Intorno al 1890 la torre è restaurata sotto la guida di Alfredo d’Andrade. Oggi appartiene alla Regione autonoma Valle d’Aosta, che l’ha utilizzata come sala espositiva.
Per vederla
Torre del Lebbroso
Via Torre del Lebbroso, all’angolo con via Festaz
11100 Aosta (AO)
La torre non è aperta al pubblico. Si vede liberamente dalla strada, a pochi passi dalla biblioteca regionale.
Cartine: realizzazione personale di Marc Badjou.




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