Le consorterie

Quando pascoli, boschi e acqua appartengono a tutto un villaggio

Le consorterie – Quando pascoli, boschi e acqua appartengono a tutto un villaggio

In molti villaggi valdostani, una parte dei boschi, dei pascoli e dell’acqua non appartiene a nessuno in particolare. Questi beni sono proprietà di un gruppo di abitanti, che li gestisce in comune. Il gruppo si chiama consorteria. I suoi membri sono i consorti.

Un’organizzazione nata nel Medioevo

Le consorterie compaiono nel Medioevo. Nelle valli alpine gli abitanti si organizzano allora per sfruttare insieme boschi, alpeggi e corsi d’acqua. Lo scopo è dividere queste risorse in modo equo, senza esaurirle.

Chi decide, e come

Ogni consorteria ha le sue regole. Le decisioni si prendono in comune, attraverso un consiglio eletto. I diritti d’uso sono ripartiti tra i consorti: diritto di portare le bestie al pascolo, di tagliare legna, di prendere acqua per irrigare. Queste regole fissano quanto ciascuno può prelevare. Per secoli hanno permesso di rispondere ai bisogni del villaggio senza rovinare le terre.

Paesaggi curati

Questa gestione prudente ha lasciato segni nel paesaggio. Gli alpeggi sono stati mantenuti, i boschi tagliati con misura. Le consorterie hanno anche sostenuto l’agricoltura di montagna, che resta una risorsa importante per l’economia locale.

Le difficoltà di oggi

Il modello è antico e deve adattarsi. I villaggi di montagna si spopolano. Il clima cambia. Il quadro giuridico evolve. Molte consorterie però continuano a funzionare e ad aggiornare le loro regole.

Due esempi

La consorteria di Lillaz, a Cogne, gestisce ampi pascoli d’alta quota. A Saint-Pierre si cita anche quella del Ru Herbal, incaricata di un antico canale d’irrigazione. I due casi mostrano che le consorterie non gestiscono tutte lo stesso tipo di bene.

  • Consorteria di Vencorère (comune di Verrayes): articolo in preparazione

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