Il castello di Issogne
Una dimora rinascimentale, con il cortile dipinto e la fontana in ferro battuto

Dall’esterno, il castello di Issogne non si fa notare. Non ha torri merlate né rupe. Sta in mezzo al paese, sul fondovalle, di fronte a Verrès. Ma una volta varcata la porta, si entra in una dimora rinascimentale, pensata per vivere bene e per ricevere.
Dai vescovi agli Challant
Nel XII secolo era una casaforte che apparteneva al vescovo di Aosta. Nel 1379 il vescovo la affidò a Ibleto di Challant, che cominciò ad abbellirla. Il grande cambiamento arrivò tra il 1490 e il 1509 circa. Giorgio di Challant, priore e tutore dei giovani eredi della famiglia, collegò tra loro gli edifici. Ne fece un palazzo a ferro di cavallo attorno a un cortile.
La fontana del melograno
In mezzo al cortile si alza una fontana ottagonale. Porta un albero in ferro battuto: un melograno con foglie di quercia. Risale al 1502 circa. Il melograno evoca la fertilità e l’unità della famiglia, la quercia la forza e l’antichità del casato. Si pensa che sia stata realizzata per le nozze di Filiberto di Challant.
Il mercato sotto il portico
Sotto il portico del cortile, le lunette dipinte mostrano la vita di tutti i giorni verso il 1500: la panetteria, la macelleria, il mercato della frutta e della verdura, il sarto, lo speziale, il corpo di guardia. Questi affreschi sono attribuiti a un certo maestro Colin. In tutto il castello si trovano anche graffiti incisi nei muri, in francese, in latino o in italiano.
Salvato da un pittore
Dopo la morte di Renato di Challant nel 1565, il castello passò ad altre famiglie, poi fu abbandonato. Nel 1872 il pittore torinese Vittorio Avondo lo comprò all’asta. Lo restaurò e lo arredò, poi nel 1907 lo donò allo Stato. Oggi appartiene alla Regione.
Per visitarlo
Castello di Issogne
Piazza Castello
11020 Issogne (AO)
+39 0125 929 373
Visita guidata in gruppi di 25 persone al massimo, dal martedì alla domenica (anche il lunedì a luglio e agosto). Prenotazione consigliata online (MiDA Ticket).

Foto principale: Rosario Lepore, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
Cartine: realizzazione personale di Marc Badjou.



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