Il castello di Montmayeur
Una torre con merli a coda di rondine, arroccata sopra le gole della Valgrisenche

Sopra Arvier, a circa 1150 metri di quota, una torre rotonda spunta da uno sperone roccioso. Domina il burrone della Dora di Valgrisenche, all’imbocco della valle. Si raggiunge solo a piedi. La gente del posto l’ha chiamata a lungo il «nido d’aquila», o il «nido di avvoltoi».
Una sentinella sulla strada del Col du Mont
Il castello fu costruito nel 1271 da Anselmo e Aimone d’Avise, signori del luogo. Sorvegliava il passaggio verso il Col du Mont, una strada importante tra la Valle d’Aosta e la Tarantasia. Verso il 1309 i Savoia ne prendono il controllo. Lo fanno rimaneggiare e vi installano una guarnigione permanente. Nel 1359 il feudo torna ai signori d’Avise. Nel 1430 vi alloggiano ancora dei soldati. Non si sa quando sia stato abbandonato.
Che cosa ne resta
L’elemento più impressionante è la torre cilindrica su tre livelli. In cima porta merli a coda di rondine, come una corona spaccata. La porta si apriva al secondo piano, fuori portata. Attorno si vedono i resti di due cinte costruite in epoche diverse e le tracce di un edificio quadrato addossato alla torre. I muri sono aperti da numerose feritoie.
La leggenda del conte
Su questo castello circola una storia. Nel XV secolo un conte di Montmayeur, condannato da un tribunale di Chambéry, avrebbe tagliato la testa al giudice. Si sarebbe poi rifugiato tra le montagne della Valgrisenche. La leggenda gli attribuisce la costruzione della torre, che pure esisteva da tempo.
Per vederlo
Castello di Montmayeur
11011 Arvier (AO)
Il castello è raggiungibile solo a piedi. La via più breve: dalla frazione Grand-Haury (circa dieci minuti d’auto da Arvier), il sentiero 2A raggiunge i ruderi in una ventina di minuti. Si può anche partire da Arvier, vicino alla rotonda della strada per la Valgrisenche, e salire per le frazioni Petit-Haury e Grand-Haury: circa due ore, su un sentiero ripido all’inizio. Una parte del sito è privata: restate sui sentieri e fate attenzione vicino ai muri.

Foto principale: Patafisik, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
Cartine: realizzazione personale di Marc Badjou.



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