Il Gran Paradiso

L'unico 4000 interamente italiano e il primo parco nazionale del paese

Il Gran Paradiso – L'unico 4000 interamente italiano e il primo parco nazionale del paese

Il Gran Paradiso raggiunge i 4061 metri, tra la Valsavarenche e la Valle di Cogne, al confine con il Piemonte. È l’unica vetta di oltre 4000 metri che si trovi interamente in territorio italiano: tutte le altre sono condivise con la Francia o con la Svizzera. Dà il nome a un massiccio e a un parco nazionale.

Un «paradiso» che forse non lo è

Il nome fa sognare, ma potrebbe nascere da un equivoco. Una spiegazione spesso citata lo collega al patois «granta parei», che significa «grande parete». I cartografi avrebbero trasformato questa parola in «Paradiso». L’ipotesi è affascinante, ma non è dimostrata.

La prima salita, nel 1860

Il 4 settembre 1860 due inglesi, John Jermyn Cowell e W. Dundas, raggiungono la vetta con le guide di Chamonix Michel Payot e Jean Tairraz. La cima vera e propria è un piccolo spuntone di roccia, che si raggiunge per una breve cresta. Oggi vi si trova una statua della Madonna.

La via normale, un classico

La via normale parte da Pont, in fondo alla Valsavarenche. Un sentiero sale al rifugio Vittorio Emanuele II, a 2732 metri, oppure al rifugio Chabod, un po’ più a nord. Il giorno dopo le cordate partono di notte e risalgono il ghiacciaio del Gran Paradiso. I pendii sono regolari, ma si procede in cordata a causa dei crepacci. Gli ultimi metri, sulla roccia della vetta, sono esposti e d’estate spesso affollati.

È una delle vie più frequentate delle Alpi per chi affronta il suo primo 4000. Richiede soprattutto resistenza: dal rifugio si superano i 1300 metri di dislivello, in quota.

Dalla riserva di caccia al parco nazionale

Nell’Ottocento lo stambecco è quasi scomparso dalle Alpi. Ne restano solo poche decine di esemplari sulle montagne intorno al Gran Paradiso. Nel 1856 il re Vittorio Emanuele II fa di queste montagne una riserva di caccia reale. Lui stesso vi caccia, ma i suoi guardiacaccia vietano la caccia agli altri e impediscono il bracconaggio. Paradossalmente, è questo che salva la specie.

Vengono costruite mulattiere per collegare le case di caccia del re. Molte sono ancora percorse dagli escursionisti. Nel 1922 la riserva diventa il Parco nazionale del Gran Paradiso, il primo parco nazionale d’Italia.

Cosa si vede nel parco

Oggi il parco si estende tra la Valle d’Aosta e il Piemonte. È facile incontrare stambecchi, soprattutto in primavera, quando scendono a brucare l’erba nuova vicino ai villaggi. Sono presenti anche camosci, marmotte e aquile reali. Il gipeto, reintrodotto nelle Alpi, è tornato a nidificare nel parco.

A Cogne, il giardino botanico alpino Paradisia, a Valnontey, presenta la flora di montagna. In ogni valle i centri visita spiegano la vita del parco. Per vedere il Gran Paradiso vero e proprio bisogna andare in fondo alla Valsavarenche, o salire d’estate verso i rifugi: dal fondovalle resta spesso nascosto dietro vette più vicine.

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