L'Aiguille Noire
La torre scura che veglia sulla Val Veny

Entrando in Val Veny, sopra Courmayeur, non si vede che lei: una torre di granito scuro, irta di punte, che si alza d’un solo slancio sopra il bosco. L’Aiguille Noire de Peuterey raggiunge i 3773 metri. È il primo grande risalto della cresta di Peuterey, che prosegue poi verso l’Aiguille Blanche e infine il Monte Bianco.
Perché «noire»?
Il nome si spiega per contrasto. La sua roccia, troppo ripida per trattenere la neve, appare scura tutto l’anno. La vicina Aiguille Blanche, invece, è coperta di neve e di ghiaccio. Viste insieme dal fondovalle, le due aiguilles formano una coppia facile da riconoscere.
Una prima salita nel 1877
Il 5 agosto 1877 Lord Wentworth raggiunge la vetta con due guide di Courmayeur, Émile Rey e Jean-Baptiste Bich. Il loro itinerario, lungo e complicato, è all’origine dell’attuale via normale, che parte dal rifugio Borelli, sopra la Val Veny, e si insinua in una serie di canali e cenge.
La cresta sud e le sue sette punte
La cresta sud è la linea più celebre della montagna. Supera una successione di sette gendarmi, torri di granito che hanno ciascuna un nome: diversi ricordano alpinisti e guide, come Brendel, Welzenbach, Ottoz o Bich. I tedeschi Karl Brendel e Hermann Schaller la salgono per la prima volta nel 1930.
È un’arrampicata di oltre un chilometro di dislivello, su roccia, con numerose doppie in discesa. Molte cordate la percorrono in due giorni, con una notte in bivacco alla base della cresta. È riservata ad arrampicatori molto allenati e abituati alla montagna.
Il punto di partenza dell’integrale di Peuterey
La cresta sud è anche il primo tratto dell’integrale di Peuterey. Questa salita concatena l’Aiguille Noire, le Dames Anglaises, l’Aiguille Blanche e il Monte Bianco. Di solito servono da due a tre giorni e diverse notti in bivacco, tra cui una al piccolo bivacco Craveri, vicino alle Dames Anglaises. È una delle ascensioni più lunghe delle Alpi.
Uno scenario per le passeggiate
Non serve la corda per godersi l’Aiguille Noire: la si ammira dal fondo della Val Veny, d’estate come d’inverno. Il sentiero che porta al lago del Miage e all’omonimo ghiacciaio, o la strada che sale verso Notre-Dame de la Guérison, offrono ciascuno il proprio punto di vista. Nel tardo pomeriggio il sole illumina la cresta sud e la roccia assume un colore quasi arancione.


