La Testa del Rutor

Il grande ghiacciaio sopra La Thuile

La Testa del Rutor – Il grande ghiacciaio sopra La Thuile

La Testa del Rutor, scritta anche Ruitor, si innalza a 3486 metri sopra La Thuile. Appartiene alle Alpi Graie, al confine tra la Valle d’Aosta e la Savoia. La vetta domina un vasto altopiano di ghiaccio, il ghiacciaio del Rutor, uno dei più grandi della regione. Sul versante francese, i pendii scendono verso la Tarentaise e Sainte-Foy.

Un ghiacciaio che faceva paura

Il ghiacciaio del Rutor ha a lungo preoccupato gli abitanti della valle. Per secoli, avanzando, ha sbarrato un vallone e trattenuto un lago. Più volte il ghiaccio ha ceduto all’improvviso. L’acqua del lago si è allora riversata nella valle, trascinando via ponti, mulini e campi fino a La Thuile e molto più in basso, verso Pré-Saint-Didier e Morgex. Gli archivi conservano la memoria di queste rotte, soprattutto tra il XVI e il XIX secolo. Oggi il ghiacciaio si è molto ritirato e si lascia alle spalle diversi piccoli laghi.

Le cascate del Rutor

Il torrente che esce dal ghiacciaio scende verso La Thuile formando tre grandi cascate. Un sentiero parte dalla frazione La Joux e le costeggia una dopo l’altra, attraverso il bosco. È una delle passeggiate più conosciute dell’alta valle. A inizio estate, quando la neve si scioglie, la portata è impressionante.

Il rifugio Deffeyes

Sopra le cascate, il sentiero prosegue verso l’altopiano dei laghi e il rifugio Albert Deffeyes, a 2494 metri. Da La Joux ci si arriva in circa tre ore. Il rifugio guarda il ghiacciaio di fronte. È di per sé una bella meta escursionistica, oltre che la base di partenza per la Testa del Rutor.

Quello che il ghiacciaio si lascia alle spalle

Ritirandosi, il ghiacciaio scopre rocce levigate, morene e nuovi laghi. Gli scienziati seguono da vicino questa evoluzione. Per l’escursionista è l’occasione di vedere un paesaggio che cambia quasi da un anno all’altro, tra il rifugio e la fronte del ghiacciaio.

La vetta, con gli sci o a piedi

Dal rifugio, la salita alla vetta attraversa il ghiacciaio. D’estate si fa in cordata, con ramponi e piccozza. Non ci sono passaggi difficili, ma i crepacci richiedono di sapersi orientare e di conoscere le tecniche di soccorso.

In primavera il Rutor diventa un grande classico dello scialpinismo. I lunghi pendii regolari del ghiacciaio si prestano bene alla salita con le pelli di foca e alla discesa. Dalla vetta la vista si apre sul Monte Bianco a nord e sulle montagne della Tarentaise a ovest.

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