Il Monte Emilius

La montagna che Aosta vede da tutte le sue strade

Il Monte Emilius – La montagna che Aosta vede da tutte le sue strade

Quando si passeggia per Aosta e si alzano gli occhi verso sud, una grande piramide di roccia chiude la vista. È il Monte Emilius, 3559 metri. Si innalza a sud della città, tra la valle centrale e la Valle di Cogne. Per molti aostani è la «loro» montagna, quella che vedono uscendo di casa.

Un nome dall’origine incerta

L’origine del nome non è nota con certezza. Nessuna fonte antica la spiega e le ipotesi avanzate restano deboli. Sul posto lo si scrive con o senza accento: Émilius o Emilius.

Una cima per escursionisti esperti

L’Emilius non ha ghiacciai sulla via normale. È quindi una cima raggiungibile senza attrezzatura alpinistica, ma non senza esperienza. La salita è lunga e la parte alta della via segue una cresta di grossi blocchi, dove a volte bisogna aiutarsi con le mani. Negli ultimi metri il vuoto si fa sentire. È meglio aspettare che la neve si sia sciolta, di solito da luglio a settembre.

Da Pila al Lago Gelato

La via più frequentata parte da Pila, che si raggiunge in auto o in telecabina da Aosta. Si passa dal lago di Chamolé e dal suo colle, poi si scende nella conca di Arbolle, un ampio vallone di alpeggi e laghi. Il rifugio Arbolle, a circa 2500 metri, permette di dividere la salita in due giorni.

Il giorno dopo un sentiero sale verso il Lago Gelato, spesso ghiacciato fino all’estate. Si raggiunge poi la cresta che porta in vetta. Calcolate da quattro a cinque ore dal rifugio, e altrettante per tornare a Pila.

Tutta la valle in un colpo d’occhio

Dalla cima lo sguardo scende su Aosta, 3000 metri più in basso, e abbraccia quasi tutta la Valle d’Aosta: il Monte Bianco a ovest, il Cervino e il Monte Rosa a nord-est, il Gran Paradiso vicinissimo a sud. Proprio accanto, più bassa, si innalza la Becca di Nona.

Intorno al rifugio Arbolle

Per chi non vuole salire in vetta, la conca di Arbolle basta per una bella giornata. I suoi laghi, gli alpeggi e le marmotte sono a circa due ore di cammino da Pila. A fine estate vi si incontrano ancora le mandrie che scendono verso la valle.

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