Le porte romane di Aosta

Quattro porte si aprivano nella cinta di Augusta Prætoria, la città fondata da Augusto nel 25 a.C. Una sola è ancora in piedi: la porta pretoria, a est. Le altre tre sono scomparse, ma si sa dove si trovavano.
Due strade, quattro uscite
I Romani disegnavano le loro città su una pianta a scacchiera. Due grandi strade si incrociavano ad angolo retto. Il cardo maximus andava da nord a sud. Il decumanus maximus andava da est a ovest. Ogni strada terminava in una porta nelle mura. Aosta segue questo modello, e il centro storico conserva ancora questa griglia.
Porta Prætoria, a est
Era l’ingresso principale della città. Si apriva sulla strada che scendeva verso la pianura padana e Roma. Ha tre passaggi: uno grande al centro e due più piccoli ai lati. È la porta meglio conservata di Augusta Prætoria.
Porta Decumana, a ovest
All’altra estremità del decumano, questa porta conduceva verso la Gallia attraverso il colle del Piccolo San Bernardo.
Porta Principalis Sinistra, a nord
Dava sulla strada del colle del Gran San Bernardo. Dall’altra parte delle Alpi, questa strada scendeva verso il Vallese e il nord dell’Europa.
Porta Principalis Dextera, a sud
Chiudeva il quarto lato delle mura, di fronte alla porta nord.
Pietra squadrata e porte di legno
Le porte furono costruite dagli ingegneri dell’esercito romano, al momento della fondazione della città. I muri e gli archi sono in grandi blocchi di pietra squadrati e posati in file regolari. I Romani chiamavano questa tecnica opus quadratum. La pietra proveniva in gran parte da cave della zona. Di solito questi ingressi erano affiancati da torri. Battenti di legno rinforzati con il ferro permettevano di chiuderli.
Oggi si passa ancora sotto la porta pretoria per entrare nel centro storico da est, arrivando dall’arco di Augusto.






