Storia della Valle d'Aosta

Salassi, Romani, Savoia, Italia: i grandi periodi raccontati in modo semplice

Storia della Valle d'Aosta – Salassi, Romani, Savoia, Italia: i grandi periodi raccontati in modo semplice

La Valle d’Aosta è un corridoio tra l’Italia, la Francia e la Svizzera. Nel corso dei secoli popoli molto diversi l’hanno attraversata o dominata. Questo articolo ne ripercorre le tappe principali. Per un quadro d’insieme rapido, vedete anche:

Dai primi abitanti ai Romani

Le tracce più antiche di presenza umana risalgono al Neolitico, diversi millenni fa. Nel I millennio a.C. la valle è abitata dai Salassi, un popolo che in genere si collega ai Celti. Sono noti per le loro miniere d’oro e per il loro carattere guerriero. Controllano i valichi delle Alpi.

Roma finisce per interessarsi a questi passaggi. Dopo lunghe campagne, i Romani sottomettono i Salassi e nel 25 a.C. fondano la città di Augusta Praetoria, l’attuale Aosta. La città diventa presto una tappa importante per il commercio e per l’esercito. Segnerà la regione a lungo.

Franchi, Burgundi, poi Savoia

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la valle attraversa un lungo periodo di instabilità. Alla fine del VI secolo passa ai Franchi. Nel X secolo fa parte del regno di Borgogna. I padroni cambiano spesso.

Nell’XI secolo Casa Savoia entra nella storia valdostana. Verso il 1032 Umberto I Biancamano ottiene la contea di Aosta. È l’inizio di un dominio sabaudo che durerà diversi secoli e plasmerà l’identità della valle.

Castelli e riforme

Alla fine del Medioevo e nel Rinascimento le grandi famiglie nobili costruiscono o trasformano molti castelli. Parecchi si possono ancora visitare oggi.

Nel XVIII secolo i sovrani sabaudi riformano l’amministrazione dei loro Stati, e la valle è toccata da questi cambiamenti.

Italia, fascismo e autonomia

Nel 1861 la Valle d’Aosta entra nel nuovo regno d’Italia. A poco a poco il francese arretra davanti all’italiano, nelle scuole e nell’amministrazione. Sotto il fascismo l’italianizzazione diventa una politica forzata. Queste pressioni provocano tensioni e una resistenza culturale.

Durante la Seconda guerra mondiale la valle è occupata dall’esercito tedesco dal settembre 1943 alla primavera del 1945. La Resistenza vi è molto attiva.

Nel 1948 la Valle d’Aosta diventa regione autonoma, in riconoscimento della sua storia e della sua cultura. Questo statuto le permette di conservare il bilinguismo e le tradizioni. Le dà anche un’ampia autonomia amministrativa e fiscale.

Oggi

La valle vive ancora tra influenze italiane e francofone. Cura il suo patrimonio, i suoi castelli, le sue strade romane e le sue lingue, e intanto affronta le questioni di oggi.

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