La Resistenza valdostana (1943-1945)

Contro l'occupante e il fascismo, per la libertà e l'autonomia

La Resistenza valdostana (1943-1945) – Contro l'occupante e il fascismo, per la libertà e l'autonomia
Riunione all’aperto della Jeune Vallée d’Aoste al Col de Joux, il 14 luglio 1929. Da sinistra: Severino Caveri, Rodolphe Coquillard che legge, Émile Chanoux.

Per i valdostani la Resistenza non fu soltanto una lotta contro l’occupante tedesco e il fascismo. Fu anche una battaglia per ritrovare la libertà, la lingua e l’autonomia. Da questa battaglia è nata la Regione autonoma di oggi.

Un comitato nato già nel 1941

L’arretramento del francese in valle non è cominciato con il fascismo: era in atto fin dall’unità d’Italia. Il fascismo però lo ha spinto molto più in là, volendo cancellare l’identità valdostana: soppressione delle scuole di villaggio, francese escluso dalla scuola e dalla vita pubblica. Già nel 1941, poco dopo la morte dell’abbé Joseph-Marie Trèves, si forma un Comité valdôtain de libération.

L’occupazione tedesca

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito tedesco occupa il Nord Italia. Gli alpini del 4º reggimento lasciano le caserme e le truppe tedesche si insediano nella valle. In autunno Émile Chanoux, rientrato da Chambéry, riallaccia i contatti con gli antifascisti. Diventa il capo riconosciuto della Resistenza valdostana, affiancato tra gli altri da Amédée Berthod, Lino Binel, Joseph Bréan, Guglielmo Caracciolo, Enrico Chantel e Cesare Olietti.

Le bande partigiane

All’inizio del 1944 i gruppi si moltiplicano. Tra i primi c’è la banda «La Suelvaz», comandata da Émile Lexert, detto «Milò». Seguono «Tito» in Valtournenche, «XIII° Chanoux» a Trois-Villes, «Edelweiss» a Fénis, «Monte Zerbion» a Châtillon. Agiscono anche brigate «Giustizia e Libertà» e «Garibaldi», in particolare in Bassa Valle.

I partigiani aiutano i prigionieri alleati in fuga e sabotano centrali idroelettriche, linee telefoniche e vie di comunicazione. La repressione è terribile: esecuzioni, arresti, deportazioni nei campi, villaggi incendiati. Chanoux, attento ai civili, preferisce evitare le azioni armate che provocano rappresaglie.

Chivasso, dicembre 1943

Il 19 dicembre 1943 Chanoux ed Ernest Page incontrano in segreto a Chivasso alcuni rappresentanti delle valli valdesi del Piemonte. Firmano una dichiarazione che chiede l’autonomia delle valli alpine e difende uno Stato federale, «l’unica garanzia contro un ritorno della dittatura». Federico Chabod, assente, ha inviato i suoi appunti.

Il 18 maggio 1944

Il 18 maggio 1944 la polizia fascista arresta Chanoux e Lino Binel. Chanoux muore nella notte, sotto tortura. Binel è deportato in un campo di lavoro in Germania. Il comitato valdostano è in gran parte smantellato e la Resistenza perde il capo che poteva darle una direzione comune.

La Liberazione

Il 28 aprile 1945 i partigiani entrano ad Aosta. Il CLN nomina Alessandro Passerin d’Entrèves prefetto e Carlo Torrione sindaco. Ma truppe francesi, entrate il giorno prima dal Piccolo San Bernardo e dal colle di Rhêmes, occupano anch’esse la valle, e alcuni chiedono l’annessione alla Francia. La tensione cala solo dopo l’intervento del presidente americano Truman: i soldati francesi si ritirano il 24 giugno 1945.

Dalla Resistenza all’autonomia

L’autonomia promessa durante la lotta arriva per tappe. Il 7 settembre 1945 due decreti creano una circoscrizione autonoma, con il suo Consiglio, il suo Presidente e la sua Giunta. Giudicata troppo limitata da molti, questa prima autonomia porta alla nascita dell’Union Valdôtaine. Tre anni dopo, nel 1948, la Valle d’Aosta ottiene il suo Statuto speciale.

Per approfondire

L’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta conserva archivi, testimonianze e pubblicazioni su questo periodo.

Fonti: Regione autonoma Valle d’Aosta, La Resistenza, Il martirio di Chanoux, La Dichiarazione di Chivasso, La Liberazione e I decreti del 1945.

Foto storiche: per gentile concessione dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta.

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