Zoccoli di Ayas e socks di Gressoney
Le calzature tradizionali delle valli valdostane
Nelle valli valdostane ci si calzava con quello che si aveva a portata di mano: legno, vecchi vestiti. Due tradizioni sono rimaste molto vive. Gli zoccoli della val d’Ayas e le pantofole di stoffa della valle del Lys.
Gli zoccoli dell’alta val d’Ayas
Gli zoccoli sono interamente di legno. Costavano poco e mantenevano il piede caldo e asciutto. Andavano bene per l’inverno e per il fango. In francoprovenzale si chiamano «tsoquè». Secondo la Regione, sono l’elemento caratteristico dell’artigianato dell’alta val d’Ayas. Il mestiere di zoccolaio permetteva di lavorare durante i lunghi mesi invernali.
Una mostra ad Antagnod
Secondo la Regione (2009), la cooperativa «Li Tsacolé d’Ayas», con il comune di Ayas e l’IVAT, ha allestito una mostra permanente nel centro storico di Antagnod. In estate vi sono state proposte dimostrazioni della tecnica tradizionale. Gli orari possono cambiare: meglio informarsi sul posto.
Socks e pioun della valle del Lys
Nella valle del Lys si portano pantofole di stoffa. Si chiamano «sock» in walser e «pioun» in francoprovenzale. I primi scritti che le citano risalgono all’Ottocento. Un tempo si cucivano con vestiti usati e si portavano persino nei campi. Per le feste si sceglievano stoffe colorate, ricamate per le donne.
Una suola di stoffa trapuntata
Oggi le socks sono fatte di lana spessa o di panno, come quello dei Tisserands de Valgrisenche. La suola è formata da più strati di stoffa trapuntati. La direzione delle cuciture, verticale o orizzontale, varia secondo il paese. Se ne fabbricano per uomini, donne e bambini. La Regione segnalava nel 2009 la cooperativa «D’Socka», a Gressoney-Saint-Jean, che le presentava e le vendeva.
Fonti: Regione autonoma Valle d’Aosta – Lavorazioni tradizionali, Regione autonoma Valle d’Aosta – Les objets caractéristiques.


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