I campanacci

Campane al collo delle mucche, dal pascolo alla festa del paese

I campanacci – Campane al collo delle mucche, dal pascolo alla festa del paese

D’estate, sugli alpeggi, le mandrie si sentono prima di vederle. Ogni mucca porta al collo una campana, tenuta da un largo collare di cuoio. Queste campane si chiamano campanacci. Servono al pastore da secoli, e hanno anche un posto nelle feste.

Il lavoro dell’artigiano

L’artigiano che fabbrica i campanacci si chiama, in francese, sonnaillier. In Valle d’Aosta questo mestiere si tramanda in poche famiglie, dai genitori ai figli. La lamiera viene martellata per darle la forma. Segue l’accordatura: l’artigiano corregge la campana fino a ottenere il suono voluto. Ogni fase si fa a mano.

Toupin, clarine e sonagli

Non esiste un solo modello. La forma, le dimensioni e il metallo cambiano secondo le zone e secondo l’uso. Si distinguono per esempio i toupin, le clarine e i sonagli. Ognuno ha il suo timbro. Conta anche il metallo: l’acciaio, il bronzo e l’ottone non suonano allo stesso modo.

A che cosa serve una campana da mucca

La prima funzione è pratica. Grazie al suono, il pastore sa dove si trova la mandria, anche nella nebbia o in un bosco. Riconosce anche alcuni animali dalla loro campana. Il rumore, infine, aiuta la mandria a restare unita.

Col tempo i campanacci hanno preso un valore di simbolo. I più grandi e i più belli escono per le feste: si vedono alla désalpe, quando le mandrie scendono dagli alpeggi, e intorno alle batailles de reines.

Un mestiere da tramandare

Gli artigiani dei campanacci sono sempre meno, e il mestiere deve trovare il suo posto nell’economia di oggi. Musei, associazioni e artigiani lavorano per farlo conoscere e per formare nuovi fabbricanti.

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