Maison Vagneur

Viti di montagna ritrovate ai piedi del campanile di Saint-Nicolas

Maison Vagneur – Viti di montagna ritrovate ai piedi del campanile di Saint-Nicolas

A Saint-Nicolas, sul versante soleggiato della Dora Baltea, la famiglia Vagneur ha fatto una scommessa: ridare vita a terreni un tempo coltivati a vigna e poi abbandonati, e rimettere in sesto antichi frutteti. La Maison Vagneur è una giovane azienda familiare, ma continua una lunga storia contadina.

Terre tramandate di padre in figlio

Questi terreni sono passati di generazione in generazione. Fino al 1900 circa tutto il versante era coltivato; poi è stato quasi del tutto abbandonato. L’ultimo a produrvi vino era uno zio della famiglia, che a metà del Novecento faceva già un vino apprezzato. Gli appezzamenti erano minuscoli, a volte di poche decine di metri quadrati, e nessun erede voleva separarsene: un segno della qualità di queste terre.

Ripristinare il vigneto ha richiesto anni. Bisognava riunire proprietà molto frammentate. I muretti, i terrazzamenti e i vecchi edifici sono stati conservati.

Un balcone sulla valle

Le vigne sono esposte a sud, a 800-900 metri di quota, sulla sinistra orografica della Dora Baltea. A ovest si estendono le vigne dell’Enfer d’Arvier, a est quelle del Torrette. Di fronte si aprono le valli di Cogne, di Valsavarenche, di Rhêmes e di Valgrisenche, con la Grivola e i ghiacciai del Ruitor. Il campanile di Saint-Nicolas, vicinissimo, ha ispirato le etichette dell’azienda.

Una viticoltura di montagna

I circa 7000 m² di vigneto della Maison Vagneur sono gli unici in produzione nel comune. La vite è allevata a spalliera, lungo fili tesi tra i pali, e potata a Guyot. Questa potatura, dal nome dello scienziato francese Jules Guyot (XIX secolo), consiste nel lasciare ogni inverno un solo tralcio lungo, piegato in orizzontale lungo un filo, e uno «sperone», cioè un ramo potato cortissimo, con solo due o tre gemme (gli «occhi»). I germogli che nasceranno da questo sperone daranno il lungo tralcio dell’anno dopo. La potatura limita il numero di grappoli e ne favorisce la qualità. Il suolo è sabbioso e sassoso. Il clima è fresco, con forti escursioni termiche tra giorno e notte. Le rese sono basse. La vendemmia si fa a mano, in cassette, dopo la metà di ottobre.

I vini

L’azienda coltiva tre vitigni e produce al massimo 2000 bottiglie l’anno, con denominazione Valle d’Aosta: un Syrah, un Traminer e un Moscato bianco. La famiglia li descrive come vini fini, molto profumati e ricchi di sali minerali, per chi apprezza il legame tra il viticoltore, il suo vino e la sua terra.

Fonte: presentazione della Maison Vagneur.

Foto: per gentile concessione della Maison Vagneur.

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